DPI: Dispositivi di protezione individuale – la normativa per i lavori in quota

DPI: Dispositivi di protezione individuale

DPI: La normativa sui Dispositivi di Protezione Individuale per i lavori in quota

Secondo le direttive del D. Lgs. 81/08 per lavoro in quota viene intesa quell’attività lavorativa che espone il lavoratore al rischio di caduta da una quota posta ad altezza superiore a 2 metri rispetto a un piano stabile; risulta quindi indispensabile garantire la sicurezza degli operatori per evitare che avvengano infortuni.

Il rischio di caduta dall’alto è quello di maggiore incidenza quando si lavora in quota e può portare a casi d’inabilità permanente e a casi mortali soprattutto nel mondo dell’edilizia ed in particolar modo durante gli interventi di successiva manutenzione degli edifici.

A far chiarezza su quali siano i dispositivi da adottare per i lavori in quota ci si rifà al Testo Unico sulla salute e la sicurezza dei lavoratori e in particolare alla Circolare n. 3/2015 del 13/02/2015 che chiarisce quali sono i dispositivi di ancoraggio per la protezione contro le cadute dall’alto.

In funzione della loro installazione i dispositivi di ancoraggio si suddividono in due categorie:

  • quelli che seguono il lavoratore, che risultano essere amovibili e trasportabili e non necessitano di un’installazione permanente (cosiddetti DPI – Dispositivi di Protezione Individuale)
  • quelli installati permanentemente nelle opere stesse, che hanno la caratteristica di essere fissi e quindi non trasferibili.

Cosa si intende per DPI?

L’art.1, comma 1 del D. Lgs. 475/92 definisce i DPI come tutte quelle attrezzature capaci di svolgere la funzione di salvaguardia della persona che le indossa, o che le porti con sé, da rischi di salute o che minaccino la sicurezza durante il lavoro.

Questi dispositivi risultano essere obbligatori e necessitano di determinate caratteristiche, poiché devono risultare  conformi al D.Lgs. 475/1992 e avere la marcatura CE.

È possibile suddividere i DPI in tre differenti categorie:

  • Alla prima categoria appartengono quei dispositivi destinati a salvaguardare l’operatore da danni fisici di entità lieve, come per esempio l’utilizzo di guanti da lavoro, occhiali da sole e creme protettive. Per questo tipo di dispositivi viene prescritta la marcatura CE (art. 4 del D.Lgs. 475/1992), apposta dal produttore prima che il prodotto venga immesso sul mercato.
  • Alla seconda categoria appartengono tutti quei dispositivi non facenti parte né della prima né della terza categoria, per i quali è previsto che il fabbricante del dispositivo invii una copia conforme all’originale all’Organismo Notificato che, a seguito di un’adeguata verifica del prodotto, rilascerà un attestato di certificazione CE.
  • Alla terza categoria appartengono i dispositivi noti come salvavita; questi comprendono tutte le attrezzature relative alla salvaguardia dell’operatore a rischi mortali pensati sia a proteggere le vie respiratorie (si pensi all’esposizione diretta con l’amianto) sia a quelli che proteggono dal rischio di caduta dall’alto.

Quando vanno usati i DPI?

I DPI vengono utilizzati quando nell’ambiente lavorativo non si possono adoperare misure di sicurezza capaci di evitare rischi. Per questo motivo, prima del loro utilizzo, è necessario ed obbligatorio che il datore di lavoro effettui una valutazione dei rischi affinché si possano adottare misure di sicurezza appropriate alla tutela dei propri dipendenti.

I DPI devono inoltre:

  • essere idonei a prevenire i rischi in modo tale da non comportare un rischio maggiore
  • essere appropriati all’ambiente lavorativo
  • essere ergonomici e tenere conto della salute del lavoratore
  • avere la possibilità di essere adattabili secondo le necessità dell’operatore
  • in caso di utilizzo simultaneo di più DPI, devono mantenere la propria efficacia rispetto ai rischi corrispondenti.

Conclusioni

Vista l’importanza del loro utilizzo è necessario ricordare che questi dispositivi devono essere soggetti a continui controlli in modo tale da assicurare che siano sempre in stato ottimale per poter essere utilizzati e garantire la sicurezza del lavoratore.

Risulta inoltre indispensabile che quest’ultimo sia ben formato e addestrato per diminuire i rischi di infortuni durante i lavori.

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